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Operazione Purple Rain: cosa è successo negli ultimi giorni?

Negli ultimi giorni, circa 1800 schede di gioco sono state sequestrate dall’Agenzia Dogane e Monopoli (ADM).

L’ADM è l’organo di competenza nel settore del gioco da casinò in Italia, e si occupa di contrastare la diffusione del gioco illegale, promuovendo invece il gioco legale, responsabile e consapevole. Tutti i siti di casinò online considerati legali in Italia dispongono infatti della licenza rilasciata dall’Agenzia Dogane e Monopoli, e così tutti i punti di gioco fisici e i casinò tradizionali.

In particolare, negli ultimi giorni è stata effettuata la cosiddetta operazione Purple Rain che, insieme alle indagini relative a questo avvenimento, ha coinvolto circa cento Ufficiali. Le autorità hanno infatti collaborato per assicurare la riuscita di quest’operazione, e sono state guidate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna.

Secondo quanto riportato dall’Agimeg, vale a dire Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, le schede di gioco sequestrate riguardano principalmente il territorio dell’Emilia Romagna, ma anche le regioni limitrofe. Tuttavia, per comprendere a fondo l’avvenimento, è opportuno fare un passo indietro e considerare i fattori che hanno spinto le autorità ad effettuare controlli più approfonditi.

Quali sono i fattori che hanno avviato l’indagine?

L’Agenzia Dogane e Monopoli ha condotto successive verifiche dopo aver scoperto potenziali anomalie in alcuni dei trasferimenti contabili inviati al sistema di ingegneria centrale di controllo, rispetto alle scommesse effettuate in maniera effettiva.
Tutte le operazioni tecniche sono state condotte su apparecchi distribuiti presso alcuni punti di gioco in Friuli Venezia Giulia, e accomunati dalla medesima scheda di gioco prodotta e poi rilasciata da una ditta situata a Sant’Agata sul Santerno (RA).

Una volta terminati i primi controlli, la Direzione Giochi ha ufficialmente incaricato l’Ufficio dei Monopoli dell’Emilia Romagna di condurre indagini maggiormente approfondite a riguardo, dando quindi inizio all’operazione Purple Rain che si è poi conclusa con il sequestro di 1800 schede di gioco.
Le regioni coinvolte, oltre all’Emilia Romagna, sono le seguenti: Marche, Toscana, Friuli Venezia Giulia, Veneto e Lombardia.

In particolare, tali schede sono state prodotte da una società che gestiva circa seimila apparecchi di gioco su gran parte del territorio del nostro Paese, e le analisi effettuate hanno confermato la mancata comunicazione delle scommesse e delle giocate all’ADM. Ciò ha avuto serie conseguenze a livello finanziario, poiché ha comportato l’evasione del pagamento del Prelievo Erariale Unico, ossia PREU.

Alla luce di queste informazioni, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ravenna ha deciso di dare inizio alle indagini, che hanno quindi coinvolto un numero davvero elevato di funzionari. Per essere più precisi, oltre al personale in servizio in Emilia Romagna, l’operazione ha visto partecipi oltre trenta funzionari ADM provenienti da diversi uffici dell’Agenzia Dogane e Monopoli.

Una volta concluse le indagini dell’operazione Purple Rain, le autorità hanno rivelato che il valore del PREU evaso corrisponde a 2.750.000 euro, al momento già tutti recuperati. Tuttavia, a questo importo sarà poi necessario aggiungere quello delle sanzioni amministrative e tributarie, dovute all’evasione e alla mancata comunicazione delle giocate delle schede di gioco.

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